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Uomini vs Donne

Oggi è una di quelle giornate NO.

Si perché quando aspetti la risposta ad un messaggio da più di una settimana cominci a svegliarti col desiderio di provocare del male fisico a quella persona che continua a non rispondere. E indovinate chi è quella persona? Ovvio, UN UOMO.

Vi è mai capitato di avere a che fare con uno di quegli esemplari di uomini che, di punto in bianco, smettono di rispondervi ai messaggi?

Ecco, quella è la razza che fa imbestialire più di tutte.

Per come la vedo io è mancanza di rispetto non replicare a una domanda che ti è stata fatta (soprattutto se la persona in questione ti interessa). Per come la vedono loro…. “si sono scordati!”

SI SONO SCORDATI????

Ma dico io, se hai voglia di vedere una persona, hai voglia di sentirla, avverti la sua mancanza e vuoi stringerla a te come diavolo fai a dimenticarti????

Non è come dire “mi sono dimenticato di fare la lavatrice” o “mi è proprio passato di mente che dovevo andare alle poste!”. Il cellulare ce lo hai sempre in mano e grazie alla nuova sofisticata tecnologia io, dal mio telefonino, posso anche vedere se leggi o non leggi un sms, razza d’idiota. Cos’hai da ribattere?

Ammetti di essere una testa di sedano e chiedi scusa no?!

No, non sia mai.

Poi mi chiedono perché ce l’ho con gli uomini. Ma fatevi un esamino di coscienza prima di porre la domanda.

E poi sono loro a pretendere la donna perfetta, ovvero una donna FIGA, educata, disponibile, generosa, sveglia, brava a letto, chef in cucina, capace coi bambini, gentile con tutti (ma non troppo se no è segno di mancanza di carattere), perfettamente depilata (perché se sentono un solo pelo in ricrescita state tranquille che non mancheranno di farvelo notare), profumata (se ti sei fatta 5 ore di treno con una valigia più pesante di te per andarlo a trovare, dopo un abbraccio ti consigliano “gentilmente” di farti una doccia), con un bel culo, belle tette, belle gambe, una buona dose di cervello (ma non troppo se no si sentono sminuiti)….

E noi, il più delle volte, li accontentiamo. Sapete perchè?

Perché ci hanno inculcato nella testa l’idea che se la donna non ha tutte quelle qualità non è meritevole mentre l’uomo…. lui si!

Perchè se è lui a puzzare, poverino, è perchè ha portato fuori il cane. LUI HA FATTO FATICA! E poi, da che mondo è mondo, l’uomo che puzza è virile no?!

No, fa solo schifo.

Se nella sua cucina è cresciuta la muffa sulle pareti per la sporcizia che vi domina e per entrare in camera sua devi fare lo slalom tra piatti vecchi di settimane, cartoni vuoti di pizza risalenti all’anteguerra, cani di polvere, e magliette che hanno messo su famiglia con i germi del pavimento, non devi farci caso. Lui ha lavorato, quindi non ha proprio avuto tempo di pulire.

Per non parlare poi del suo di aspetto fisico. Tu DONNA devi andare in palestra per essere magra e soda, patire dolori strazianti ad ogni ceretta, lavarti i denti di continuo (per sicurezza avere anche le gomme in borsa), truccarti tutte le mattine, martoriarti i capelli per dargli un aspetto decente e tutto quello che fa lui è: alzarsi dal letto, raccogliere i primi vestiti che trova (anche dal pavimento, tanto sono vestiti come altri!) e via, pronti per uscire!

E guai a fargli notare che ha un alito cattivo, o le orecchie sporche (a volte si vedono veri e propri edifici in quelle orecchie), o che sembra un barbone così vestito: lui si offende!

Beh, allora sapete cosa vi dico?

Sono una donna, non mi depilo da giorni, non vado in palestra da settimane e visto che ho fame mangio quello che mi va.

Si, sono una donna, ho una voce e non ho paura di usarla.

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Tre atti e due tempi.

Ecco,  ho appena finito di leggere questo libro.

Un libretto breve, conciso, di facile lettura.

Non impegnativo. Non pesante. Non tragico.

Un libro per ogni occasione. E me lo sono davvero gustato.

Ma al di là della storia (parla di calcio e sebbene io non ami il calcio ho apprezzato sia la storia sia i riferimenti sportivi) ciò che mi ha colpito di questo romanzo sono quelle perle inaspettate che Faletti ha consapevolmente disposto tra una pagina e l’altra.

Tu non te l’aspetti, sei lì che leggi per i fatti tuoi e BAM! Rimani colpito da quella frase perchè ti ci rispecchi, o perchè ti è capitato di viverla o semplicemente perchè non riesci a evitare che la tua mente cominci ad elaborare e riflettere.

Si perchè se c’è una cosa a cui non puoi sfuggire, leggendo il libro, è RIFLETTERE. E visto che io ho riflettuto abbastanza, ora, passo a voi il testimone, trascrivendo tutte quelle frasi di fronte alle quali non sono riuscita a rimanere impassibile (ecco perchè giro sempre con una penna in borsa. Non sia mai che debba sottolineare una frase e non abbia lo strumento per farlo!)

  • “Tutti dicono questa città di merda. Quasi nessuno se n’è andato e quei pochi che lo hanno fatto prima o poi sono tornati. Chi per esibire il successo, chi per leccarsi le ferite. E per spiegare agli altri e nascondere a se stessi i veri motivi per cui non ce l’hanno fatta.”
  • “L’esperienza è una cazzata, una cosa che non esiste, un bacio che non sveglia da nessun sonno. E’ utile per cambiare una lampadina o imbiancare una stanza o prendere un gatto senza farsi graffiare. Per il resto è sempre la prima volta. L’esperienza serve solo a capire in che modo si soffrirà o quanto soffriranno le persone che hai vicino. A renderti conto che, come quando ti fai la barba, sei solo con il rasoio in mano davanti allo specchio. Ci sono ferite, anche se piccole, che non smettono mai di sanguinare.”
  • “Ora non è più quel tempo. Né io sono più quella persona”
  • La fortuna, la fiducia, l’amore: tutta roba cieca. Poi, quando si è costretti ad aprire gli occhi, ci si accorge di come in realtà va il mondo. Che basta un nulla a ribaltare il piano inclinato e invertire la discesa della biglia.
  • Non c’erano mani sulla pelle e non c’era profumo e soprattutto non c’era voce. Solo quelle parole fissate sulla carta con una calligrafia lenta e comprensibile che dicevano cose belle ma senza suono.
  • Sono sempre stato un uomo solitario. Adesso sono un uomo solo. Non pensavo che col tempo sarei arrivato a sentire la differenza.
  • Rimango per qualche istante indeciso fra strade vecchie e strade nuove. Infine cedo all’abitudine.
  • Un’emozione trovata senza ricerca è per questo ancora più sorprendente.
  • Doveva capitare, prima o poi, che c’incontrassimo qui. La fortuna ha voluto che fossimo soli. Lui mi guarda e ha la forza di non abbassare gli occhi. Io lo guardo e ho la debolezza di non distogliere i miei.
  • Rosa mi guarda con due occhi scuri che un tempo dovevano essere stati vivaci. Ora mi pare che osservino tutto con un’apparenza di sospetto, come chi non sa mai da che parte potrà arrivare la prossima fregatura. Ma senza quel briciolo di rassegnazione di chi è convinto che, destra o sinistra, alto o basso, arriverà di certo.
  • La figura riprodotta, quella faccia tesa e quell’urlo imprigionato nella carta sembrano ingigantire insieme alle cose che mi porto dentro. Anche io ho un urlo in me che non potrà mai diventare suono.
  • Sono convinto di avere lasciato dietro di me delle perplessità. Ma per quante siano, di numero e profondità, non potranno mai avvicinarsi alle mie. 
  • Quando tutto dovrebbe essere e invece, quasi sempre non è.
  • La posizione del sole non permette al sole di unirci, questa volta.
  • I tulipani nel vaso sono sfioriti. Ora che inizia il caldo è una follia avere la pretesa di mettere fiori freschi. Ma non ho mai sopportato la sufficienza dei fiori finti, che restano belli sempre e proprio per questo non sono belli mai.
  • Ci sono persone al mondo che risultano invisibili. La gente è talmente abituata alla loro presenza che a poco a poco arrivano a far parte dell’arredamento.
  • A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore. L’incertezza è pura agonia.
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Tutta colpa di Titanic!

Ecco, non so voi, ma alla tenera età di 7 anni, un giorno come un altro, sentii mio padre dire a mia madre: <<Oggi esce il film sul Titanic! Dicono sia bellissimo!>>. Ed io, in tutta innocenza << ma che cos’è il Titanic?>>, <<E’ una nave che è affondata tantissimi anni fa. Poi si sono inventati una storia d’amore che si svolge a bordo e ci hanno girato un film. Ma non è per bambini, perchè finisce molto male>>. Sono sempre stata molto testarda fin da bambina e così, anzichè dar retta al consiglio del babbo saggio, mi impuntai con quel film, finchè i miei acconsentirono a portarmi al cinema.

GRAVISSIMO ERRORE!

E chi la concepiva l’idea che il bello e buono potesse morire, visto che ero abituata ai film Disney in cui tutti finivano sempre per vivere felici e contenti?
Non soddisfatta del finale tornai una seconda volta al cinema, così, giusto per avere la certezza di aver visto bene la prima.

Che delusione: Jack moriva di nuovo.

Ma ormai, morte o non morte, il danno era fatto: mi ero innamorata!
Si perchè se ad una bambina di 7 anni fai vedere Leonardo Di Caprio in versione bionda, magra, con gli occhi dolci (ma birichini allo stesso tempo), con una voce che più sensuale non ce n’è, romantico fino alle unghie dei piedi, come fa lei, povera disgraziata, ad uscirne indenne?
Ed infatti non fu il mio caso. Iniziai a collezionare ogni cosa riguardasse il film o DiCap (figurine, adesivi, pagine di giornale, documentari, altri suoi film, gossip, modellini di navi…). A 8 anni ne sapevo più io dell’intera storia che James Cameron!
Per scrupolo, almeno una volta al giorno mi riguardavo il film (le battute le avevo già imparate a memoria perciò lo guardavo solo ed esclusivamente per lui).  E ho continuato in questo modo per i successivi 3 anni almeno!

E’ stato quel film a darmi un educazione sentimentale, ad insegnarmi che per amore si diventa disposti a tutto, a farmi capire che se non c’è amore non sarà di certo il patrimonio di una persona a coccolarti la notte.
E mentre io crescevo con il sogno di trovare un uomo come Jack Dawson, i maschietti della mia generazione crescevano sperando di trovare una bella ‘topa’ da farsi, proprio come nei video su YouPorn.

Ma scherziamo? Beh no, purtroppo.

Proseguendo nella crescita noi, piccole povere illuse, ad un certo punto abbiamo creduto di aver finalmente trovato il nostro Jack. Lui è carino, ci dà attenzioni, ci fa sentire bellissime (ha anche il ciuffo biondo sull’occhio!) e noi, tutte contente, abbiamo detto a noi stesse “Siiiiii l’ho trovato!”.
GRAN CAZZATA!

Dopo i primi tempi e dopo il suo grande impegno nel mostrarsi splendido, un po’ alla volta, iniziamo a vedere alcuni suoi comportamenti strani, tipo che ci cerca meno, che ha sempre più impegni, la testa da un’altra parte… Finchè, in un batter d’occhio, si arriva alla degenerazione totale, quella dannata fase in cui ci risponde al cellulare solo quando ha voglia lui, se gli chiediamo spiegazioni ci risponde addirittura con arroganza (come se gli stessimo scocciando, ma vedi d’andartene…!), non ha praticamente mai tempo per noi ecc.
E volete sapere cosa facciamo noi, povere ingenue cresciute dal binomio Jack-Rose? Pazientiamo, gli diamo fiducia, gli lasciamo il suo spazio e il suo tempo. Si perchè ci è stato insegnato che per amore si diventa disposti a tutto.

Magari è un periodo. Magari è stressato. Magari ha tanti impegni.
No, è semplicemente stronzo!

Che lui ci dica “non ho tempo in questo periodo perchè ho una risonanza magnetica da fare tra due settimane” (cit.) o “ti dico che non sono io in quella foto, devono avermi photoshoppato” o “è stata lei ad infilarmi la lingua in bocca, io ero ubriaco, cosa potevo farci?” noi gli crediamo perchè siamo convinte che il nostro Jack non possa mentirci o farci del male volontariamente. Insomma, l’amore è eterno e va oltre ogni cosa no?!
NOOOOO, purtroppo no!
Jack non esiste!
E soprattutto quegli ominidi mezzi formati, a 7 anni, anzichè andare al cinema a vedere Titanic, trovavano dei sotterfugi per sbirciare nel giornalino per adulti del papà!
Ecco la grande differenza tra i due schieramenti: le titanine andavano alla ricerca del biondino-dolcino, gli youpornini andavano alla ricerca delle pre-sviluppate che aprivano le gambe senza tanta fatica! Siamo cresciuti in modi diversi e andiamo alla ricerca di cose diverse.

Se sei carina, gentile, educata, simpatica, “mamma di giorno e amante di notte”, intelligente e hai pure dei sani principi NON GLI VAI BENE! Magari un giorno, quando vorranno sistemarsi perchè sentono la vecchiaia incombere sui loro spermini, ma fino a quel momento loro vogliono FARE ESPERIENZA.

Ma tu sei perfetta eh?! Sei la donna che tutti sognano e che tutti vorrebbero, però guarda caso nessuno (che tu voglia) ti si piglia. Come la mettiamo allora?

Ecco perchè sono sempre più una femminista convinta. Le donne possono tanto, anzi direi che possono tutto. Dobbiamo solo renderci conto che Jack in realtà non è mai salito su quella nave e che, con o senza di lui, ci sarebbe comunque stata quella zattera pronta a reggere il nostro peso. Basta aprire bene gli occhi!

Donne intraprendenti MODE ON!

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Il primo di una (spero) lunga serie.

Per chi non le conoscesse ecco una rapida delucidazione: vi presento Jenna Hamilton e Jess Day.  Due personaggi molto diversi tra loro eppure entrambe, in quest’ultimo periodo in cui mi sono incollata al pc a guardare serie tv, mi hanno affascinata.

Si perchè sono Donne.

Donne con la D maiuscola. Sono intraprendenti, se ne fregano del giudizio della gente, conoscono i loro limiti ma hanno imparato ad accettarsi così come sono. E poi sono simpatiche, intelligenti, spiritose….

Insomma mi piacciono, mi aiutano a vedere le cose in maniera diversa. Jenna per esempio mi ha fatto capire che a volte, sebbene Cupido continui a insistere perchè tu segua una direzione, ti devi opporre, perchè non è la cosa migliore per te (attenzione: ho detto CAPIRE ma questo non significa che io l’abbia già imparato!). Jess invece mi ha aperto gli occhi di fronte al fatto che se una persona non ti accetta per quello che sei (stranezze comprese, visto che se prendi il pacchetto lo prendi completo) allora non ne vale la pena.

Sono due modelli di donne da cui bisognerebbe prendere spunto. O almeno io voglio farlo. Ed è così che sono diventata “quellanuovaragazza”.

Da Jess ho preso il titolo della serie (New girl) da Jenna il nome del blog che scrive (That girl). Et voilà: that new girl.

Basta con il pessimismo che ha caratterizzato i pensieri dei miei ultimi 22 anni (ah, per la cronaca, io ne ho esattamente 22). Basta con i drammi e le tragedie da “oddio che schifo la mia vita”.

Si, diciamo che per me, quel bicchiere, non è mai stato pieno nemmeno per un terzo della sua capienza ma sono stanca di questo. Metà di quel bicchiere è pieno d’acqua e questo significa che in parte ci si può dissetare. Meglio ‘in parte’  che ‘per niente’ no?!

Ho rincorso cose sbagliate per tutta la mia vita (o quasi): ragazzi egoisti, indecisi, megalomani, ed inseguendo loro inseguivo le loro scelte, i loro sogni. Credo di averci rimesso una buona parte di me stessa con tutte quelle relazioni fallimentari, per cosa poi? Per poter dire di aver vissuto una storia intensa, passionale, da brividi nella nuca?

Ma chi se ne frega dei brividi! Cioè, per carità, belli quanto vuoi lì per lì, ma poi svaniscono insieme a quelle persone che te li procurano.  E allora che vadano a farsi un giro sia quelle persone sia i loro brividi.

Si ha bisogno di qualcuno che resta ma, maledetta me, faccio parte di una generazione di gente che sogna di fuggire, il più lontano possibile poi..

E allora che fugga! Resterò io qua con me stessa. Diventerò Quella donna, in grado di prendersi cura di sé, di riconoscere chi ne vale la pena da chi no, di ascoltare i suoi pensieri e suoi soltanto, di trovare la sua strada in un mondo pieno zeppo di viottoli senza uscita.

Diventerò Quella donna.

Ma per il momento punto ad essere quella nuova ragazza!